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COMUNICATO DEL 17 Marzo 2012

Porto di Imperia: Claudio Scajola denuncia Marco Preve di “Repubblica” e “Il Fatto Quotidiano”.

Gli articoli del 17 marzo usciti su "La Repubblica", a firma Marco Preve, («Posti barca scontati in cambio di appalti") e su "Il Fatto Quotidiano", senza firma, («Famiglia Scajola, posti barca in cambio del Porto di Imperia») affermano palesi e tendenziose falsità che mi hanno costretto a denunciarli attraverso i miei legali, al solo scopo di arrestare la tendenza alla calunnia sulla mia persona, in merito alla vicenda del Porto di Imperia, opera da me voluta con determinazione fin dai primissimi anni della mia vita amministrativa, animato dal solo desiderio di contribuire allo sviluppo della mia città natale. 

Per amore della verità, con grande serenità, riepilogo dunque la sintesi della regolare compravendita di due posti barca intrapresa da mia moglie Maria
Teresa:

1)  Claudio Scajola non possiede né ha mai posseduto posti barca nel nuovo porto turistico di Imperia né ha in corso proposte di acquisto o trattative.

2)  Maria Teresa Verda, moglie di Claudio Scajola, ha versato alla società Acquamare S.p.a., tramite assegno circolare in data 23/02/2007, la somma di euro 17.244 in relazione alla proposta d'acquisto per due posti barca di metri
15 e, successivamente, in data 23 aprile 2007, a seguito di  regolare contratto preliminare, ha versato l'ulteriore importo di euro 103.464.

La definizione dell'acquisto con la firma del rogito notarile non è ancora avvenuta avendo subordinato, come molti altri promissari acquirenti, tale stipula al regolare completamento delle infrastrutture necessarie per la fruibilità dei posti barca.  Di ció è stata informata la Società.

Il previsto costo complessivo di acquisto (a operazione definita), conforme con i prezzi a quella data, era stabilito essere di 344.880 euro e lo sconto praticato del 18%, è in linea con gli sconti diffusamente applicati