Biografia
Claudio Scajola

 

On. Claudio Scajola

Nato a Imperia il 15 gennaio 1948. Coniugato con Maria Teresa Verda, docente di storia dell'arte, e' padre di due figli Pier Carlo e Lucia. Laureato in Giurisprudenza all'Università di Genova. Dirigente INPDAP. Deputato da quattro legislature, è stato eletto nel 2008 nella Circoscrizione X (Liguria) per il Popolo della Libertà; nel 2006 sia nella Circoscrizione Liguria che in quella Puglia nelle liste di Forza Italia; nel 2001 nel Collegio Liguria 2 ed altresì in Liguria, nelle Marche e in Puglia come capolista di Forza Italia nel proporzionale; nel 1996 sempre nel collegio Liguria 2 nella lista del Polo per le Libertà. Dall'8 maggio 2008 è ministro dello Sviluppo Economico nel governo Berlusconi IV fino al 4 maggio 2010.  Dal 2006 al marzo 2008 è stato Presidente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato. Nel III governo Berlusconi, è stato Ministro delle Attività Produttive. Nel II governo Berlusconi, ha ricoperto gli incarichi prima di Ministro dell'Interno (dall'11 giugno 2001), poi di Ministro per l'attuazione del programma di Governo (dal 31 luglio 2003). Dal 1998 al 2001 gli è stato affidato il Coordinamento Nazionale di Forza Italia. Dal 1996 al 1998 è stato il responsabile nazionale dell'organizzazione di Forza Italia. E' stato per due volte sindaco della città di Imperia: nel 1982-83 e nel 1990-95.


Una vita per la politica

La storia della famiglia Scajola e quella della vita pubblica di Imperia si intrecciano strettamente. Il padre, Ferdinando, molto legato a De Gasperi e a Mons. Tardini, futuro Segretario di Stato di Giovanni XXIII, fu il fondatore a Imperia della Democrazia Cristiana nel dopoguerra, per un decennio Segretario Provinciale del Partito e sindaco di Imperia; il fratello maggiore, Alessandro, parlamentare per due legislature e sindaco anch'egli. Di Claudio Scajola si puó dire che la politica sia stata simbolicamente nel suo destino fin dalla nascita: a tenerlo fra le braccia nel giorno del Battesimo è Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista trentino al quale l'Italia deve la rinascita post-bellica. La politica certamente è stata per lui una vocazione precocissima: mentre compie gli studi al Liceo Classico De Amicis, nonostante la perdita prematura del padre, e forse anche mosso proprio dalla volontà di seguirne l'esempio, a soli 14 anni fonda con alcuni compagni di scuola il "Gruppo Studentesco", di ispirazione cattolica moderata. Scajola, che avrebbe poi militato nel Movimento Giovanile della DC, giungendo a far parte della Direzione Nazionale, negli anni '60 sarà uno dei protagonisti della vita politica giovanile a Imperia, in dura contrapposizione alla sinistra. Laureato in giurisprudenza all'Università di Genova. Dirigente dell'INADEL (oggi INPDAP), ad Imperia comincia giovanissimo la propria esperienza di amministratore pubblico. Nel 1975 è chiamato a presiedere l'Ospedale regionale di Costarainera, ove mette in luce le sue doti di concretezza e di efficienza organizzativa: un Ospedale in condizioni di serio degrado si trasforma in pochi anni in una struttura sanitaria all'avanguardia in Liguria. Da qui alla Presidenza della neocostituita USL Imperiese il passo è breve e scontato. Si era sposato, nel frattempo, con Maria Teresa Verda ed era diventato padre di due figli,  Lucia e Pier Carlo. Alla moglie e ai figli, come d'altronde alla madre Maria Vittoria, che lo ha cresciuto, rimarrà sempre legatissimo.


 Sindaco di Imperia

Nel 1980, a 32 anni, l'ingresso in Consiglio comunale a Imperia; sarà sindaco della città nel 1982-83, e poi una seconda volta dal 1990 al 1995. Tale periodo è contraddistinto, fra l'altro, da un forte sostegno al comparto turistico e sportivo della città: in quegli anni, infatti, viene realizzata la piscina polifunzionale, considerata la più bella della Liguria, e vengono recuperati dal mare ampi spazi che costituiscono oggi i presupposti indispensabili per la realizzazione di un grande porto turistico. Vanno ricordati anche l'adozione del Piano Regolatore, il risanamento delle finanze, l'inventario, l'utilizzo, nelle forme più rapide e concrete degli stanziamenti di legge per procedere ad interventi strutturali; l'approvvigionamento idrico; la riqualificazione dell'arredo urbano. Interventi mirati soprattutto a migliorare la qualità della vita di Imperia, nelle cose che ogni giorno interessano ai cittadini: i mezzi pubblici, le strade, l'illuminazione, i parchi e i giardini (ai quali dedicó particolare attenzione: sono anche una sua passione personale). Ed ancora, si deve al suo personale impegno lo sviluppo del prestigioso raduno delle "Vele d'Epoca", noto in tutto il mondo, e il conseguente gemellaggio con Newport , "capitale" della vela negli Stati Uniti, e storica sede delle regate della Coppa America.


 L'incontro con Berlusconi, deputato con Forza Italia

Nel 1995, alle elezioni comunali,  guida la lista civica "Amministrare Imperia", che riscuote un notevole successo, giungendo a un passo dalla vittoria contro la sinistra (che godeva anche dell'appoggio di esponenti del centro-destra di allora). Subito dopo, Silvio Berlusconi gli chiede di entrare in Forza Italia, affidandogli l'incarico di coordinatore della Provincia di Imperia. Dopo pochi mesi, la prima vittoria di Forza Italia, nella quale in pochi avevano creduto, alle elezioni comunali di Sanremo. Nel 1996,  Scajola viene eletto deputato nella lista del Polo per le Libertà nel collegio uninominale Liguria 2 con 35.443 voti (44.7%).


 Coordinatore Nazionale di Forza Italia

Dall'8 maggio 1996 Silvio Berlusconi gli affida la responsabilità nazionale dell'Organizzazione di Forza Italia. Forza Italia era un movimento di opinione, raccolto intorno alla figura del Leader e al suo carisma, ma inevitabilmente poco definito nella struttura, privo di organi direttivi dotati di competenze precise, vago nei suoi confini (non esisteva un tesseramento), poco radicato sul territorio. Scajola si mette subito al lavoro. Riunisce una squadra con la quale comincia a lavorare per preparare statuto e regolamenti, dopo aver studiato attentamente i modelli dei partiti italiani e stranieri. Lo statuto, approvato nel gennaio 1997, delinea un partito leggero, indenne dai difetti della vecchia partitocrazia, ma organizzato, con delle regole, con una democrazia interna che affida alla base, agli iscritti e agli elettori, la scelta diretta e senza mediazioni dei vertici a tutti i livelli. Con lo statuto diventano possibili le adesioni, organizzate in una forma che garantisce il massimo di apertura a tutti: sono un immediato successo