"I Prefetti sono una componente essenziale e nevralgica del Ministero dell'Interno, quella che ne incarna e rende possibile la sua fondamentale funzione di garanzia della convivenza civile, di salvaguardia dei diritti di cittadinanza, di promozione e presidio della coesione sociale, di presenza attiva sul territorio per assicurare la coerenza delle azioni svolte dalle diverse articolazioni della Pubblica Amministrazione, per favorire la crescita armonica della collettivitą e il senso di appartenenza alla comunitą nazionale".
Signor Presidente, desidero esprimerLe la mia più profonda gratitudine per questo incontro, che ancora una volta evidenzia la Sua particolare considerazione per il ruolo che i Prefetti rivestono nelle Istituzioni e per il servizio che essi rendono alla Repubblica e ai suoi cittadini, onorando una tradizione di fedeltà e lealtà alla democrazia. I Prefetti, come Ella ben sa, Signor Presidente, sono una componente essenziale e nevralgica del Ministero dell'Interno, quella che ne incarna e rende possibile la sua fondamentale funzione di garanzia della convivenza civile, di salvaguardia dei diritti di cittadinanza, di promozione e presidio della coesione sociale, di presenza attiva sul territorio per assicurare la coerenza delle azioni svolte dalle diverse articolazioni della Pubblica Amministrazione, per favorire la crescita armonica della collettività e il senso di appartenenza alla comunità nazionale. Una funzione che il Ministero dell'Interno e i Prefetti sono oggi impegnati a svolgere in piena sintonia con la realtà di una Repubblica protesa verso una profonda trasformazione del suo modo di essere e operare. Una Repubblica nella quale l'impegno per lo sviluppo del territorio e per la salvaguardia dei legittimi interessi dei cittadini è affidato in primo luogo ai governi locali, secondo il principio di sussidiarietà. Una Repubblica nella quale il rapporto tra centro e territorio deve svilupparsi nella piena e leale cooperazione tra i diversi livelli di governo per rispondere nel modo più efficiente possibile alle aspettative dei cittadini di maggiore sicurezza e vivibilità, di maggiore sviluppo e benessere. Il Ministero dell'Interno vuole e deve essere un protagonista di questo cambiamento, ponendosi esso stesso in una prospettiva di profondo rinnovamento. L'obiettivo è quello di trasformare un'antica Amministrazione, ricca di tradizioni, di risorse umane e strumentali, in un' Amministrazione più moderna e sempre più capace di rispondere alle esigenze di una società complessa. Il Ministero dell'Interno dovrà pertanto essere nell'avvenire sempre più un dicastero delle garanzie, garanzie di esercizio di libertà di ogni cittadino attraverso la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza, la tutela dell'incolumità e della vita della gente nell'ordinario e nelle emergenze di protezione e difesa civile, la tutela di ogni diritto civile, la tutela della regolare costituzione degli organi degli enti locali e del loro regolare funzionamento in modo da assicurare l'unità del sistema generale pubblico StatoAutonomie. In questa direzione si pone il lavoro che abbiamo intrapreso per rinnovare l'organizzazione centrale e periferica della nostra amministrazione. Con la riforma del Ministero, portata a termine in questi giorni, abbiamo oggi una struttura più razionale, più agile e rispondente alle funzioni che è chiamato a svolgere: le nove Direzioni Generali sono state accorpate in quattro Dipartimenti, corrispondenti ai quattro comparti degli Affari del territorio, della Pubblica Sicurezza,dei Diritti civili e dell'immigrazione, della Difesa civile e del pubblico soccorso. Anche il progetto di trasformazione delle Prefetture in Uffici Territoriali del Governo, che riposiziona la presenza dello Stato sul territorio, è in fase di avanzata attuazione. E questo significa accreditare un Ufficio Territoriale come il più prossimo al cittadino per soddisfare le sue esigenze, il più vicino alle istituzioni pubbliche e private del territorio, che ritrovano in questo riferimento unitario uno strumento di aggregazione in grado di favorire e realizzare un ambiente sociale coeso favorevole allo sviluppo. Da questi cambiamenti emerge per il Prefetto una missione profondamente rinnovata nei suoi valori di fondo: il nuovo Prefetto dovrà essere un funzionario sensibile al dialogo con le istituzioni locali e con le forze della società civile; un interprete attento alle esigenze del territorio e pronto a tradurre in progetti operativi ogni fattore di crescita e di sviluppo nella provincia; un funzionario animato da un autentico spirito manageriale per la costruzione di una amministrazione moderna ed efficiente e che deve misurarsi continuamente con la cultura dei risultati troppo spesso soffocata dalla cultura del formalismo giuridico; un funzionario capace di assicurare un'azione di supporto, di collaborazione e di raccordo in un quadro reso più complesso dall'esigenza di promuovere una maggiore identificazione con l'Europa. La richiesta di integrazione a tutti i livelli che ci proviene dall'Europa si realizza appunto creando stabili collegamenti tra le autorità nazionali e le singole realtà locali, facendo in modo che anche la più piccola ed isolata comunità di cittadini sia integrata nel duplice sentimento di appartenenza alla propria Nazione e all'Unione europea. L'obiettivo è quello di rafforzare il corpo prefettoriale con la pretesa di coinvolgere i funzionari, sin dall'ingresso in carriera, nell'esercizio di questi nuovi compiti nella consapevolezza dell'importanza della missione istituzionale loro affidata. La nuova carriera prefettizia - di cui è ormai prossima la completa attuazione con l'individuazione per ciascun funzionario di precisi ambiti di responsabilità dirigenziale nell'organizzazione centrale e periferica - è espressione di questo cambiamento radicale. E' un progetto ambizioso, che va preceduto e accompagnato da un'attenta riflessione sulle politiche di formazione, a cominciare da quella iniziale, ispirata alla cultura dei fatti e dei risultati e non a quella degli atti meramente formali, ma che dovrà interessare anche la formazione permanente, resa ora obbligatoria, perché la modernizzazione si persegue con l'aggiornamento continuo e con la capacità di sapersi sintonizzare con le esigenze della comunità. Un progetto globale che sarà supportato da un apposito sistema di pianificazione e controllo interno correlato a una valutazione sempre più basata sui risultati ottenuti e sulle competenze organizzative dimostrate. Un progetto perfettamente in linea con la recente direttiva del Presidente del Consiglio in tema di riorganizzazione e rilancio della Pubblica Amministrazione, che ha precisato le linee direttrici di una necessaria programmazione degli interventi, legandola a un opportuno monitoraggio sistematico e alla verifica dei risultati. Un provvedimento teso quindi a una maggiore responsabilizzazione della dirigenza e alla valorizzazione delle professionalità migliori. E' questa la nuova sfida cui i Prefetti dovranno rispondere aggiungendo al loro tradizionale ruolo di cerniera degli apparati pubblici anche quello di promotori e protagonisti di una nuova cultura amministrativa, imprenditoriale, sociale; aperta all'innovazione e garante dell'esercizio delle libertà. Il mio personale impegno nei confronti di questi funzionari al servizio dei cittadini, Signor Presidente, è quello di valorizzarne al massimo ogni preziosa individualità, impiegandola nel modo più corretto e migliore; di promuoverne le straordinarie potenzialità dispiegandole sul territorio, favorendo un più continuo scambio di esperienze tra il centro e il territorio; di assicurare ai più giovani tra i funzionari nuove prospettive di impegno, nel segno di una tradizione antica di fedeltà alle Istituzioni democratiche. Nel ringraziarLa nuovamente per questa opportunità che ci ha voluto oggi concedere e per il Suo<
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