“Obiettivo di lungo periodo è fare dell’Italia una piattaforma per il mercato dell’energia che colleghi l’Europa meridionale con la regione mediterranea.
Dialogo Mondiale sull'Energia (Fiera di Hannover, 20 aprile 2010, ore 14.00)
INTERVENTO DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ON. CLAUDIO SCAJOLA
Gentile Presidente Töpfer, Caro collega Brüderle, Direttore Generale Schnapphauf, Signore e Signori,
ho ascoltato con grande interesse le relazioni del Direttore generale e del collega e amico Rainer Brüderle(pronuncia Brùderle). La fase congiunturale, complessa e dinamica, che stiamo attraversando ci impone di adottare misure sia di breve che di lungo periodo, mobilitando le imprese italiane e tedesche e rafforzando le collaborazioni che ci legano in Europa e sugli altri mercati. In Italia il Governo Berlusconi ha voluto dare una nuova impostazione alla politica energetica nazionale per rispondere a tre grandi sfide che la congiuntura economico-finanziaria ha reso più complesse: i rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, il problema del cambiamento climatico globale, l'esigenza di contenere i costi dell'energia per le imprese e le famiglie.
Negli ultimi mesi sono divenuti evidenti i segni di miglioramento del quadro congiunturale e di maggiore fiducia da parte del mercato. In questo quadro, la prima sfida è garantire certezza e continuità alle forniture di petrolio e gas naturale a condizioni favorevoli. Dobbiamo evitare il rischio che l'Italia si trovi, nel prossimo futuro, in una nuova situazione di prezzi elevati ed instabili delle materie prime energetiche, con le conseguenze negative dovute alla particolare vulnerabilità del sistema energetico nazionale. Penso che la Germania abbia un problema analogo. Ma l'Italia ha un mix energetico fortemente dipendente dai combustibili fossili, quasi tutti importati, che contribuiscono all'85% della domanda complessiva di energia.
La seconda sfida riguarda gli obblighi di riduzione delle emissioni dei gas con effetto serra nell'atmosfera. L'Unione Europea chiede all'Italia che entro il 2020 le emissioni di gas serra siano inferiori del 20% rispetto ai valori del 1990; che, entro lo stesso anno, il contributo diretto ed indiretto delle energie rinnovabili copra almeno il 17% della domanda interna; e che i consumi di energia vengano ridotti di almeno il 20% a parità di altre condizioni. Obiettivi simili ha la Germania e vedo pertanto importanti opportunità per un impegno congiunto dei nostri due Paesi.
La terza sfida è la necessità di salvaguardare la competitività del sistema produttivo nazionale, che continua ad essere minacciata da prezzi e tariffe dell'energia generalmente più elevati nel confronto europeo ed internazionale. I prezzi dell'elettricità e del gas per le imprese e le famiglie in Italia sono superiori di un terzo ai prezzi medi dell'Unione Europea. Di fronte a queste tre grandi sfide il Governo Berlusconi intende puntare sull'efficienza energetica, sull'ammodernamento delle infrastrutture, sulla diversificazione delle fonti di energia.
Nel breve periodo, per migliorare l'efficienza energetica, abbiamo previsto agevolazioni fiscali automatiche per le ristrutturazioni nel settore edilizio. Abbiamo introdotto un'ampia gamma di incentivi per favorire la sostituzione di automobili ed elettrodomestici con apparecchiature più efficienti e a minor impatto ambientale. Abbiamo reso operativi i Progetti di Innovazione Industriale per l'efficienza energetica e la mobilità sostenibile, con la partecipazione di più di 300 imprese. Stiamo potenziando le reti di trasporto dell'energia elettrica e del gas naturale interne per ridurre le perdite ed eliminare le congestioni. Ai fini della diversificazione dell'approvvigionamento è prioritaria la realizzazione di elettrodotti e gasdotti di interconnessione con l'estero, di rigassificatori e sistemi di stoccaggio del gas.
Obiettivo di lungo periodo è fare dell'Italia una piattaforma per il mercato dell'energia che colleghi l'Europa meridionale con la regione mediterranea. Per questo obiettivo hanno grande importanza i previsti nuovi collegamenti elettrici tra Sicilia e Tunisia, Sicilia e Malta, Italia e Montenegro. Il gasdotto GALSI consentirà di portare nuovo gas dall'Algeria attraverso la Sardegna in Italia e in Corsica, il gasdotto ITGI dovrà collegare l'Italia attraverso la Grecia e la Turchia con la regione del Caspio. Una politica europea dell'energia deve costruire sedi e occasioni di dialogo con i paesi limitrofi. Dobbiamo favorire le interdipendenze tra paesi europei e paesi del Nord Africa e del vicino Oriente, proponendo la formazione di un grande mercato mediterraneo dell'energia. L'iniziativa Desertec ha un ruolo decisivo e puó diventare il catalizzatore di collaborazioni anche tecnologiche e industriali sulle energie del futuro. L'Italia è interessata a partecipare con le sue imprese. L'Italia intende anche diversificare le fonti di energia sviluppando le nuove opzioni tecnologiche: le fonti rinnovabili, l'energia nucleare, la cattura e il sequestro dell'anidride carbonica.
Il programma di investimenti italiano nelle fonti delle energie rinnovabili è il secondo per dimensioni in Europa, dopo la Germania. Nel settore fotovoltaico nel 2009 abbiamo triplicato la potenza istallata. Nel settore dell'eolico abbiamo raggiunto i 5.000 MegaWatt di potenza installata. Manteniamo il primato europeo nel campo dell'energia idroelettrica. Il rilancio dell'energia nucleare è una scelta strategica del Governo Berlusconi. L'Italia è l'unico tra i Paesi del G8 che non usa l'energia nucleare nella produzione di elettricità. Dopo l'incidente nucleare di Cernobyl un referendum popolare ha deciso la chiusura delle quattro centrali nucleari esistenti e l'arresto di ogni attività di costruzione di nuovi impianti. Vi è una significativa analogia tra energia nucleare e fonti rinnovabili: entrambe le opzioni comportano emissioni nulle o trascurabili di gas con effetto serra. Entrambe le opzioni sono ad alta intensità di capitale e dunque avranno forti ricadute positive sul nostro sistema produttivo e sull'occupazione. Riteniamo necessario contare su entrambe le forme di energia nei nostri programmi.
L'obiettivo di lungo termine dell'Italia è il riequilibrio del sistema elettrico. Puntiamo ad un mix produttivo con il 25% di energia elettro-nucleare, il 25% di rinnovabili, e il restante 50% di fonti fossili, contro l'83% attuale. Il nostro programma nucleare procede nei tempi previsti. Il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinché le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013. Ma vogliamo anche che l'energia nucleare venga sviluppata in un quadro di norme e procedure europee per la sicurezza armonizzate e che vengano meglio coordinate le strategie degli Stati membri per la gestione e la sistemazione dei rifiuti nucleari e adottati meccanismi condivisi e garanzie di salvaguardia.
Nella competizione economica globale vincono i paesi che puntano sull'innovazione tecnologica e promuovono lo sviluppo industriale. Italia e Germania possono contare su una lunga tradizione di collaborazioni, di scambi, di impegno comune delle imprese. È necessario valorizzare questa esperienza nel quadro di una politica europea condivisa. La costruzione di un futuro energetico sostenibile richiede la definizione di strategie europee, come i nostri due Paesi avevano compreso già sessanta anni fa, quando diedero vita al processo di integrazione comunitaria.
Vi ringrazio per l'attenzione.
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