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Intervento del Ministro Scajola in occasione della Direzione Nazionale del Popolo della Libertà

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“La gente non vuole conflitti interni, non ama scontri televisivi indecorosi fra noi, che evocano divergenze incomprensibili ai nostri elettori e persino a noi. La Direzione di oggi, convocata ben prima degli ultimi avvenimenti interni, dimostra che il Popolo della Libertà è vivo e vitale, libero e democratico”.

DIREZIONE NAZIONALE PDL
(Roma, Auditorium Conciliazione, giovedì 22 aprile 2010, ore 10,00)
INTERVENTO
DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
On. Claudio Scajola

Amiche, Amici,
solo un anno ci separa dal Congresso del Popolo della Libertà e la Direzione di oggi è un momento importante di confronto, soprattutto dopo la vittoria clamorosa, per alcuni inaspettata, alle elezioni regionali.
Anche nel Lazio dove non abbiamo presentato la lista per la Provincia di Roma, Berlusconi è riuscito a trascinare con il suo carisma i nostri elettori alla vittoria. Certo, era meglio presentare la lista un giorno prima, ma è altrettanto certo che la lista è stata esclusa.
Nelle altre democrazie, e da ultimo in Francia, le elezioni di medio termine hanno penalizzato le maggioranze di Governo, anche per i  riflessi della crisi economica che finiscono inevitabilmente  per nuocere a chi governa.

Da noi no. Da noi l'azione di Governo e la maggioranza sono usciti pienamente confermati dalle urne e oggi abbiamo la maggioranza anche nella Conferenza delle Regioni.
Questo dimostra da un lato il grande, perdurante consenso di Berlusconi, e dall'altro l'inconsistenza della proposta politica e amministrativa della sinistra.
Forti di questo risultato dovremmo ora dedicarci alle grandi riforme istituzionali (un ordinamento dello Stato che indentifichi chi fa cosa) e alle riforme economico-sociali per modernizzare il Paese e continuare ad onorare  il Patto di Governo stipulato con gli elettori nel 2008.
La gente si aspetta questo! Non vuole conflitti interni, non ama scontri televisivi indecorosi fra noi, che evocano divergenze  incomprensibili ai nostri elettori e persino a  noi.
La Direzione di oggi, convocata ben prima degli ultimi avvenimenti interni, dimostra che il Popolo della Libertà è vivo e vitale, libero e democratico.

Certo, Gianfranco, dobbiamo fare di più, moltiplicare le sedi di confronto al centro e in periferia. Ma non lo possiamo fare tutti i giorni in televisione e sui giornali!
Certo, dobbiamo sentirci tutti impegnati a consolidare la nostra organizzazione, ad estenderla sul territorio, a fare i congressi in tempi certi, a dialogare con i nostri elettori per farli partecipare alla definizione dei nostri programmi, alla selezione dei nostri dirigenti.
Peró, amici, non congressi delle tessere alla vecchia maniera, non un partito alla vecchia maniera, ma un partito moderno, con nuove forme di partecipazione aperte agli eletti, agli iscritti, agli elettori, alla gente!
L'importante è che poi dopo il confronto nei luoghi preposti, si decida e tutti si sentano impegnati a rispettare le decisioni e metterle lealmente  in pratica.
Sono assolutamente convinto che la vitalità e la democraticità di una forza politica non dipendano dal moltiplicarsi delle correnti e delle fondazioni al suo interno! Anzi!

Non dobbiamo dimenticare mai che la degenerazione e la caduta rovinosa dei partiti della Prima Repubblica sono figlie del correntismo unito al meccanismo delle preferenze! 
Cari Amici,
gli elettori ci hanno premiato, al Nord come al Sud, perché hanno capito che il Governo Berlusconi è il Governo del Fare.
E in questi due anni di cose ne abbiamo fatte davvero tante!

Non possiamo più permetterci di pagare l'energia elettrica il 30% in più degli altri Paesi europei.
1) Dopo trent'anni di assenza di una politica energetica, abbiamo riaperto la strada all'energia nucleare, insieme alle fonti rinnovabili e alle infrastrutture energetiche.
2) Le imprese rischiano di soffocare per mancanza di credito. Abbiamo istituito il Fondo di Garanzia che ha assicurato i prestiti a oltre 25 mila  piccole e medie aziende e che molti Paesi del mondo ci vogliono copiare.
3) Dopo quindici anni di dibattiti inconcludenti il nostro Governo ha varato  le "reti d'impresa"  per aggregare le aziende minori e metterle in grado di fare ricerca e internazionalizzarsi per competere.
4) Innovazione, la vera chiave del futuro!
Quello che avevamo avviato nel 2005 con il Piano triennale di politica industriale sull'innovazione, e che Bersani si era limitato a  battezzare Industria 2015, noi lo abbiamo concretamente avviato distribuendo 700 milioni a tremila imprese e mille centri di ricerca che stanno lavorando su 300 progetti innovativi che saranno il futuro della nostra industria manifatturiera.
5) Abbiamo investito nella internazionalizzazione! Abbiamo accompagnato all'estero oltre quattromila imprese, dalla Russia al Brasile, dall'India al Vietnam, alla scoperta dei nuovi mercati dove si sta manifestando la crescita.
Non c'è argomento sul quale non siamo intervenuti!

Lo sanno bene le centinaia di imprese e di sindacalisti che ogni giorno affollano le sale del Ministero per risolvere le tante crisi aziendali e di settore a cui stiamo dando risposta con pazienza e tenacia, salvaguardando decine di migliaia  di posti di lavoro.
E c'è chi parla di declino! 
Ma quale declino, se dal 1999 al 2007 il valore complessivo della nostra produzione manifatturiera è cresciuto del 42%, più che in Germania (36%) e in Francia (9%). Se nel primo trimestre di quest'anno abbiamo aumentato il Pil dell'1,2%, più della media europea, che è dello 0,9%.
Ma lasciatemi spendere qualche parola in più sul nostro meraviglioso ma travagliato Mezzogiorno.

L'ultima tornata elettorale ha confermato  che il nostro è l'unico grande partito nazionale.
Abbiamo, quindi, la responsabilità di politiche nazionali.
E quella del Mezzogiorno è una grande questione nazionale, perché solo  aiutando il Sud a crescere potremo evitare che il Nord continui a travasare proprie risorse al Sud.
Sin da ottobre scorso il Presidente Berlusconi ha indicato le linee generali di un grande Piano per il Sud. Abbiamo lavorato con tutti i Ministeri per mettere a punto un modello d'intervento e singole iniziative. E non è solo un problema di soldi! E' soprattutto come spenderli!
Debbo dire che in questi mesi di lavoro non abbiamo  mai avuto contro i Ministeri guidati dalla Lega.
E sarebbe paradossale, quindi, che questo tema diventasse oggi una querelle strumentale tutta interna al Pdl.

Siamo pronti, con il Piano Berlusconi per il Sud! Nelle prossime settimane avvieremo il confronto nella maggioranza e poi con le Regioni e le Parti sociali ed entro l'estate il Presidente del Consiglio ne avvierà l'attuazione.
Nel frattempo stiamo lavorando ad altri importanti interventi.
Riforma degli incentivi alle imprese. Pensate: oggi ci sono 1300 tipi di incentivi regionali e 98 statali. Li ridurremo a dieci.
Progetti esemplari di efficienza energetica ed energie rinnovabili per rafforzare la vocazione energetica del Sud.
Circuiti turistici di eccellenza per attrarre turismo di qualità e allungare la stagione.
Qualificazione delle aree urbane che sono i poli della creatività, dell'innovazione e dello sviluppo economico.
Progetti specifici per consolidare la presenza nel Sud dell'industria aeronautica e ferrotramviaria. 

Voglio qui ricordare che uno dei primi atti del Governo è stato quello di pretendere e ottenere dalla Commissione europea una proroga per utilizzare tutti i fondi della programmazione 2000-2006. Siamo così riusciti a recuperare ben 5 miliardi che altrimenti sarebbero andati perduti per l'incapacità del Governo precedente. E come non ricordare il rilancio delle infrastrutture, prima fra tutte il ponte sullo Stretto!

E' vero, una parte dei fondi Fas nazionali sono stati utilizzati per potenziare la Cassa integrazione, per la ricostruzione in Abruzzo e per i rifiuti di Napoli. Ma non paiono spesi male! Anche per questo siamo riusciti a fronteggiare la crisi senza sfondare i conti pubblici, evitando di finire come la Grecia.
Ma c'è l'impegno a ripristinare i fondi Fas nei prossimi anni, quando la ripresa lo consentirà.
E poi volutamente non abbiamo assegnato i Fas regionali, per consentire ai Presidenti neoeletti di concordare col Governo gli obbiettivi strategici di sviluppo delle loro Regioni, evitando le eccessive parcellizzazioni del passato e i mille rivoli in cui si disperdevano.

Quanto lavoro è stato fatto e quanto altro ci attende, ma per farlo occorre unità d'intenti e coesione. Non è possibile andare avanti così. Da una anno a questa parte è Non si puó proseguire con continui distinguo su tutto!
Uno stillicidio che, giorno dopo giorno, indebolisce l'azione del Governo, mina l'esistenza stessa del Popolo della Libertà. I nostri elettori non lo capiscono e ci chiedono a gran voce di  dedicare tutte le nostre energie non alle polemiche interne, ma ai veri problemi della gente!
Dobbiamo uscire dalla crisi più forti di come ci siamo entrati.

I grandi economisti sostengono che la crescita dipende al 50% dai fatti e per l'altro 50% dalle emozioni! Ce la possiamo fare!
Ci attendono scadenze importanti! Grandi sfide!
Caro Presidente Berlusconi,
noi siamo pronti ad affrontarle con te.