"Nel quadro di una competizione territoriale, ormai globalizzata, la dimensione regionale si va affermando come il differenziale decisivo, il fattore determinante di una scelta di investimento".
Signore e Signori, sono ben lieto di portare il saluto, a nome del Governo della Repubblica, a questo Forum Internazionale, alle Autorità presenti, ai rappresentanti delle Istituzioni regionali e locali. Desidero dare un benvenuto, del tutto particolare, agli esponenti delle Agenzie di Sviluppo Locale che sono convenute, a Roma, da molte parti del mondo. Una così autorevole partecipazione rappresenta un valore aggiunto rispetto ai contenuti e alla dimensione internazionale di questo appuntamento, promosso da Sviluppo Lazio. Il valore di questa iniziativa risiede, innanzi tutto, nei titoli e nei contenuti del programma. Ai quali, peraltro, si accompagna un livello di testimonianze e di esperienze di grande valore, sottolineato anche da questa cornice prestigiosa che evoca, di per sé, una componente fondamentale delle peculiarità e dei vantaggi competitivi del nostro Paese e, in particolare, di Roma e della Regione Lazio. Il baricentro della Vostra riflessione ruoterà intorno alle leve di attrazione e ai settori emergenti che segnano l'evoluzione della competizione territoriale nel nuovo mercato mondiale. Essa si propone di verificare esperienze consolidate e realtà rappresentate da alcuni dei più significativi protagonisti dello sviluppo locale e dei sistemi regionali più evoluti. Nel quadro di una competizione territoriale, ormai globalizzata, la dimensione regionale si va affermando, infatti, come il differenziale decisivo, il fattore determinante di una scelta di investimento. Basta osservare lo scenario europeo per constatare, ogni giorno di più, come la concorrenza si sviluppa tra opzioni territoriali marcate da precise identità regionali. Sono proprio le dinamiche regionali uno dei fattori determinanti rispetto alle decisioni degli investitori internazionali. Tanto più che l'evoluzione federalista, in via di attuazione anche in Italia, consentirà alle Regioni di attrezzarsi e di competere con notevoli prerogative ed ampi margini di autonomia. Ciò aiuterà a differenziare l'offerta, caratterizzandola non solo per le vocazioni naturali, ma anche sotto il profilo delle politiche di incentivazione e di programmazione negoziata. Questo Forum approfondirà, infatti, l'incontro tra offerta locale e domanda globale, che individua come protagonisti i territori, i modelli emergenti, i fattori che determinano la nuova gerarchia della leadership territoriale. La Vostra comune riflessione sarà fondata sull'osservazione della realtà e sulla comparazione dei risultati, come si evince anche dalle tavole rotonde programmate per la prima giornata. In questa prospettiva, mi pare utile ed interessante sottolineare l'attualità del pacchetto di iniziative allo studio del Governo Berlusconi, in materia di "Competitività del Sistema Italia". Le politiche di marketing territoriale e di internazionalizzazione delle imprese rappresentano due elementi determinanti per accrescere i livelli di competitività del nostro Paese e dei nostri sistemi territoriali regionali. Posso, a questo riguardo, assicurare, come richiesto, che le sollecitazioni e le proposte avanzate in questo Forum, saranno oggetto, da parte del Governo, di un immediato approfondimento. Posso confermare, altresì, che l'attenzione del Governo non è destinata ad esaurirsi in queste mie parole di saluto, ma avrà seguito in un dialogo finalizzato alla verifica operativa delle proposte avanzate. Il Governo condivide, infatti, il punto di partenza della Vostra analisi, che richiama la necessità di rinnovare profondamente la legislazione di sostegno e i modelli di incentivazione, che non fanno i conti né con le vocazioni né con l'obiettivo di preservare la qualità e l'equilibrio del territorio. Il Governo Berlusconi è interessato, dunque, a valutare come le tematiche del marketing e della promozione territoriale possano trovare spazio nel "Pacchetto per la Competitività". A considerare, cioè, in via prioritaria, l'opportunità di sostegni dedicati a progetti di eccellenza, per filiere produttive strettamente legate alle vocazioni territoriali. Mi pare molto convincente, inoltre, il riferimento fatto a interventi del Governo in materia di "Distretti Tecnologici", istituiti per sostenere la ricerca industriale e, quel che più conta, per trasferire i risultati della ricerca sul territorio, in termini di sviluppi produttivi e di nuova occupazione. Come è già avvenuto nel Lazio, con l'istituzione del "Distretto Tecnologico dell'Aereospazio", che si pone come territorio leader di un settore strategico, per concentrazione di industrie e per centri di ricerca. Il "Pacchetto Competitività" dovrà essere ispirato anche alla capacità di valorizzare la dimensione territoriale, dedicando una parte della "Legge Obiettivo" al marketing territoriale, in chiave di attrazione di investimenti diretti esteri. Mentre si definisce il quadro legislativo e finanziario per rilanciare la competitività delle nostre imprese, infatti, sarà utile dedicare la giusta attenzione ad un pacchetto di misure rivolte anche alle imprese estere disponibili ad investire nel nostro Paese. In particolare potrebbe rivelarsi di sicura efficacia agire sul fronte dell'incentivazione e del credito di imposta, finalizzati all'attrazione dei "Centri di Ricerca & Sviluppo" e alla formazione del capitale umano. Signore e Signori, nel rinnovare il mio ringraziamento agli organizzatori e il mio cordiale saluto a tutti i partecipanti, voglio, in conclusione, richiamare due punti che assumono un particolare significato rispetto al successo del Vostro lavoro e delle Vostre future iniziative. Mi riferisco al tema delle garanzie procedurali (autorizzazioni e certezza dei tempi) e al tema della promozione internazionale del Sistema Italia. Il primo punto è la "condizione delle condizioni" per stabilire un confronto serio e per cominciare ad intavolare le basi di un progetto di investimento. Cioè il requisito indispensabile per misurare funzionalità ed efficacia del progetto, sulla base della effettiva e reciproca convenienza delle posizioni tra offerta e domanda. Il secondo punto investe la promozione internazionale del Sistema Italia. Le iniziative che il Governo Berlusconi ha assunto e sta perseguendo per riorganizzare in chiave di integrazione ed efficacia l'insieme di Enti e Istituti incaricati di curare e promuovere l'immagine e le produzioni del nostro Paese (dal turismo alle produzioni del Made in Italy), non potranno trascurare le politiche di marketing territoriale. Se la globalizzazione costituisce un elemento di forte omologazione delle produzioni, dei consumi, degli stessi modelli di vita, abbiamo bisogno di accentuare le identità locali, le differenze e le specificità. Proprio una sana competizione territoriale, tra vocazioni naturali e radicate diversità, può difenderci dai rischi e dagli stereotipi peggiori della globalizzazione, contribuendo ad un progresso più equilibrato e sostenibile. &nb |