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Riforma servizi: "Passo importante per sicurezza cittadini".

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“E' di grande significato il fatto che, di fronte all'esigenza di adeguare i propri apparati di sicurezza ai mutati scenari, ancora una volta il Parlamento ha dimostrato di essere in grado di esprimere soluzioni condivise. Ritengo che questo sia un risultato politicamente degno di rilievo. E' infatti la prima volta che, in questa Legislatura, su un tema di rilevanza strategica, le forze di maggioranza e di opposizione dimostrano di sapersi confrontare sul merito delle questioni, in modo trasparente e leale, elevandosi al di sopra dei particolarismi e delle polemiche che caratterizzano la quotidianità del dibattito politico''.

Riforma dei Servizi di Sicurezza
Dichiarazione di voto, on. Claudio Scajola


Signor Presidente, Onorevoli Colleghi,
nella mia recente esperienza di Presidente del Comitato Parlamentare per i Servizi di Informazione e Sicurezza, ho spesso constatato l'inadeguatezza della normativa vigente in materia di intelligence e Segreto di Stato.
La legge 801 del 1977 introdusse una disciplina per i tempi all'avanguardia. Ben presto, peró, sono progressivamente emersi alcuni limiti, accentuati dalla rapida evoluzione dello scenario nazionale ed internazionale.
Con il crollo del muro di Berlino ed i tragici fatti dell'11 settembre 2001, il sistema di intelligence introdotto nel ‘77 – modellato sulle esigenze della "guerra fredda" per fronteggiare un nemico ben identificato – ha progressivamente evidenziato alcune inadeguatezze, divenendo ben presto obsoleto.
Oggi ci troviamo, infatti, di fronte ad un nemico assai più sfuggente, che opera al di fuori di eserciti regolari e di conflitti dichiarati.
A ció si aggiunga che la globalizzazione e la conseguente interconnessione tra le diverse minacce introducono ulteriori elementi di complessità e rendono anacronistico e non più sostenibile un assetto dei Servizi come l'attuale,  privo di una chiara direzione politica, di un efficace coordinamento centrale e di un equilibrato sistema di controlli.
In questi anni, gli apparati dei Servizi hanno saputo egregiamente sopperire alle molte carenze della normativa vigente ed hanno assicurato la nostra sicurezza operando, nel complesso, con efficacia, dedizione e lealtà.
Ma gli strumenti posti a loro disposizione dalla legge non sono oggi più adeguati e richiedono un urgente aggiornamento.
La legge del 1977, per esempio, non permette agli agenti dei servizi di compiere, a difesa della sicurezza nazionale, condotte configuranti reato. 
       Fino al paradosso! L'agente che, per ipotesi, si introduca illegittimamente in un covo terroristico per impedire un possibile attentato o che operi sotto una falsa identità rischia una condanna penale, alla quale si puó sottrarre solo con il ricorso al Segreto di Stato.
Non possiamo pretendere di combattere terrorismo e criminalità transnazionale con armi spuntate a causa dell'inadeguatezza del quadro normativo. Occorre voltare pagina, dotando il Paese di un sistema di intelligence al passo con i tempi e coerente con gli scenari della sicurezza interna ed internazionale.
A questo scopo, in seno al Comitato da me presieduto, è stata elaborata con il concorso di tutti una proposta,per fornire al Parlamento e alle forze politiche un contributo di esperienza e di riflessione.
Questa proposta, per la quale mi sono adoperato molto, e che è stata sostenuta fin dall'inizio con convinzione dal Gruppo di Forza Italia, costituisce l'ossatura del testo che ci apprestiamo a votare.
Desidero a questo proposito dare atto alla Commissione Affari Costituzionali ed al Suo Presidente, onorevole Violante, di aver saputo raccogliere, con sensibilità e sollecitudine, molti dei suggerimenti offerti dal Comitato e dai diversi Gruppi.
Il dialogo, così instauratosi e proseguito nel dibattito in Assemblea, ha prodotto positivi risultati ed ha condotto all'elaborazione di una "buona riforma", che – pur con i limiti inevitabili di qualsiasi intervento normativo – rappresenta in questo momento storico e politico un ragionevole punto di equilibrio.
* * *
Una riforma puó definirsi "buona" quando risponde all'interesse del Paese nel suo complesso.
Il testo al nostro esame soddisfa questo requisito, come dimostrano le numerose e positive novità in esso previste.
Provo a ricordarne alcune delle più significative:
ٮ si rafforza la direzione politica dell'attività di intelligence da parte del Presidente del Consiglio, che ne risponde direttamente al Parlamento;
ٮ è ridefinita la disciplina del Segreto di Stato, di cui si delimita la portata e, per la prima volta, si prevede una durata massima;
ٮ si consente agli appartenenti ai servizi di intelligence di porre in essere – nel rispetto di stringenti limiti sostanziali e procedurali – determinate condotte illecite, necessarie per esigenze di sicurezza nazionale;
ٮ si realizza, attraverso il DIS e un accurato riparto di competenze tra SIN e SIE, un efficace coordinamento dell'attività dei servizi, rimuovendo le attuali sovrapposizioni funzionali, accrescendo l'efficienza operativa e riducendo i costi di gestione;
ٮ a fronte del rafforzamento dell'Esecutivo e dell'intelligence, si potenzia il ruolo del Comitato parlamentare, reso più rappresentativo, dotato di nuove funzioni e di più incisivi poteri, che gli consentiranno di svolgere, con continuità ed efficacia, il suo essenziale ruolo di garanzia.
La riforma, inoltre, affronta e risolve il delicato nodo dei rapporti tra intelligence e Autorità Giudiziaria. La nuova normativa fa finalmente chiarezza in una materia nella quale occorre delimitare con precisione – anche alla luce di quanto avvenuto nel corso di alcune recenti inchieste – attribuzioni e prerogative dell'Esecutivo, della magistratura e degli apparati di sicurezza.
Si introduce, infine, una nuova disciplina in tema di controlli interni, di classifiche di segretezza, di formazione e reclutamento del personale, di attività simulate e di identità di copertura.
In tutte queste materie le soluzioni adottate sono, nel complesso, ragionevoli ed equilibrate e renderanno più moderno, trasparente e efficace il sistema di intelligence nazionale.
Per queste ragioni, preannuncio che il Gruppo di Forza Italia voterà, con convinzione, in favore dell'approvazione del testo al nostro esame:
ٮ che reca la forte impronta dei nostri convincimenti politici ed istituzionali per la sicurezza dello stato democratico, sui quali non intendiamo transigere;
ٮ che raccoglie e tutela l'insieme di quei valori fondamentali, come le garanzie di libertà del cittadino, che sono patrimonio fondante di Forza Italia. Sono i valori di libertà per affermare e difendere i quali Silvio Berlusconi è sceso in campo 13 anni fa, in nome dei quali abbiamo governato per molti anni il nostro paese, e torneremo certamente a governarlo.
***
Onorevoli Colleghi, la maturità di una classe politica si misura anche con la sua capacità di dare risposte concrete e tempestive alle esigenze del Paese.
Nel 1977, in un'Italia lacerata dalla violenza degli opposti estremismi, le forze politiche seppero trovare unità di intenti in materia di sicurezza, dimostrando su questo alto senso di responsabilità, elevata sensibilità istituzionale e una straordinaria capacità di dialogo.
Ció permise l'approvazione della legge 801 e la definizione di una normativa sui Servizi coerente con i principi democratici ed i valori costituzionali, allora minacciati dall'attacco del terrorismo interno.
A distanza di trenta anni, l'Italia è assai diversa da quella di allora. Certamente è più omogenea dal punto di vista sociale, ma esistono ancora  profonde divisioni e una scarsa propensione al confronto, che troppo spesso tende soltanto a delegittimare l'avversario politico. E' di grande significato il fatto che, di fronte all'esigenza di adeguare i propri apparati di sicurezza ai mutati scenari , il Parlamento ha dimostrato di essere in grado di esprimere soluzioni condivise.
Ritengo che questo sia un risultato politicamente degno di rilievo.
È infatti la prima volta che, in questa Legislatura, su un tema di rilevanza strategica, le f<