"La scelta del nucleare è un solenne impegno assunto dal Presidente Berlusconi all’atto della fiducia al nuovo Governo. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione. Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione".
Assemblea di Confindustria
Intervento del Ministro dello Sviluppo economico On. Claudio Scajola Gentile Presidente Marcegaglia, Presidente Berlusconi, amici imprenditori, signore e signori, a pochi giorni dall'insediamento del nuovo Governo, questa Assemblea mi offre l'opportunità di riprendere il dialogo con il mondo delle imprese, già avviato nel 2005, quando Confindustria era guidata, con efficacia e determinazione, da Luca di Montezemolo. Il prestigio e l'autorevolezza da lui dimostrati in questi anni alla guida degli imprenditori, sono ancora necessari al Paese. Come ha detto il Presidente Berlusconi, il suo impegno al servizio dell'Italia non finisce certamente qui. Lei, Presidente Montezemolo, sarà il miglior ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Il testimone passa oggi a Emma Marcegaglia, di cui ho ascoltato con grande interesse la relazione, ricca di proposte che condividiamo. A lei rivolgo un caloroso augurio di buon lavoro, nella convinzione che proseguirà con lungimiranza l'opera dei suoi illustri predecessori e corrisponderà pienamente ai delicati impegni che l'attendono. *** Il dicastero che ho l'onore di guidare, grazie all'integrazione tra Sviluppo economico, Comunicazioni e Commercio estero, dispone oggi degli strumenti necessari ad una gestione unitaria ed integrata di fattori fondamentali per la crescita economica del Paese: la promozione degli investimenti, l'innovazione, l'energia, le nuove tecnologie della comunicazione, l'internazionalizzazione. Questi strumenti saranno impiegati in maniera coordinata e coerente, con l'obiettivo principale di sostenere le imprese nel difficile scenario della globalizzazione, nella consapevolezza che il compito del Governo è stimolare, agevolare, sorreggere l'azione delle forze sane dell'economia e non certo quello di deprimerle con azioni di intralcio o ingiustificate restrizioni. *** Il quadro economico Due anni fa, alla scadenza del mandato del precedente governo Berlusconi, il quadro economico dell'Italia tendeva al bello. Quei primi segni positivi si sono tradotti nel 2006 in una ripresa della crescita che poi è andata affievolendosi, anche perché non adeguatamente sostenuta dal governo Prodi. L'economia italiana ha così cominciato a rallentare prima del resto d'Europa e a questo rallentamento si sono aggiunti i problemi di un contesto internazionale in netto deterioramento, in cui la crisi americana, i forti rincari dell'energia e delle materie prime, la crisi di fiducia nel dollaro, colpiscono tutta l'economia europea. In questo quadro, anche il migliore imprenditore fatica a compensare le inevitabili perdite di competitività e dunque non sorprende che il clima di fiducia delle imprese nei mesi scorsi abbia subito un significativo peggioramento. *** La governabilità Per fronteggiare le crisi di fiducia occorrono risposte forti, in grado di ripristinare un quadro di certezza, di stabilità e di affidabilità. Non è certo un caso che, prima delle elezioni, Confindustria abbia inserito la "governabilità" proprio al primo posto del suo "decalogo" di proposte per il rilancio dell'economia. Malgrado gli scetticismi e le resistenze di una certa "antipolitica", il Paese ha saputo rispondere positivamente a questo appello e gli elettori, dimostrando grande saggezza, hanno premiato la decisione dei maggiori partiti di presentarsi alle elezioni in coalizioni ridotte ed omogenee. La nascita del governo Berlusconi, snello nella struttura e coeso nella volontà politico-programmatica, è il risultato di questo processo, a suo modo rivoluzionario, che pone le condizioni per un clima politico più disteso e costruttivo, nel quale maggioranza e opposizione, pur nella distinzione dei ruoli, possano responsabilmente contribuire alla soluzione dei gravi problemi dell'Italia. Ci auguriamo tutti che i positivi segnali rilevati, sotto il profilo del metodo, nel corso del dibattito parlamentare sulla fiducia, possano essere ora confermati anche con riferimento ad alcuni importanti contenuti, a cominciare dalle riforme istituzionali, dall'efficienza della macchina dello Stato, dal rilancio della competitività del Paese. *** Crescita e redditi Cari amici imprenditori, al centro del programma del Governo Berlusconi vi è il tema della crescita, dalla quale dipendono l'incremento dei redditi dei lavoratori, il miglioramento dei conti pubblici, la creazione di occupazione e il superamento delle spinte inflazionistiche. Per ottenere questo risultato sono necessari il rilancio della produttività e degli investimenti, la difesa del potere d'acquisto dei salari e la riduzione del costo dell'energia. Il Governo ha già dato ieri una prima risposta con la detassazione degli straordinari e degli incentivi alla produttività, essenziale per consentire maggiore flessibilità alle imprese e maggior reddito ai lavoratori. Proseguiremo con determinazione su questa strada, anche per favorire la trattativa tra le parti sociali sulla riforma della contrattazione, che sembra finalmente sbloccarsi dopo l'intesa tra i sindacati. Accresceremo inoltre l'efficacia degli incentivi agli investimenti, attraverso il riordino del sistema, che garantisca una loro migliore focalizzazione. ** Prezzi e liberalizzazioni Interverremo anche sulla struttura e sul funzionamento di alcuni mercati. I rincari di prodotti essenziali, come la benzina, il gasolio e alcuni generi alimentari di base, stanno generando crescente disagio nei consumatori. È ovvio, tuttavia, che non sono le operazioni di polizia a poter fermare gli aumenti dei prezzi. In un'economia di mercato i rincari, che non siano giustificati dal rialzo dei costi a monte, si combattono in un solo modo: con una iniezione di maggiore concorrenza. A questo scopo, renderemo più efficace l'attività di monitoraggio per segnalare all'Antitrust i comportamenti lesivi della concorrenza a danno dei cittadini. Adotteremo misure per accorciare e rendere più efficienti le filiere distributive, favorire la logistica, promuovere accordi tra produzione e distribuzione. Utilizzeremo detassazioni mirate dei carburanti per le forme di trasporto che più incidono sui costi dei principali beni e servizi. Ci adopereremo per azzerare il divario tra i prezzi italiani e quelli medi europei, intervenendo, come ci chiede l'Europa, sull'efficienza della produzione e della rete distributiva. Proseguiremo con equilibrio e fermezza sulla strada delle liberalizzazioni, dialogando però con le categorie interessate, definendo obiettivi e percorsi condivisi. Gli interventi di sapore dirigistico possono colpire l'immaginazione del cittadino, ma non aiutano a recuperare competitività e finiscono per creare più disagi che vantaggi ai consumatori. ** Promuoveremo le tanto attese liberalizzazioni e privatizzazioni dei servizi pubblici locali, affossate in passato da pregiudizi ideologici e protezionismi localistici ormai insostenibili. Semplificazione La competitività delle imprese trarrà grande giovamento da misure di semplificazione amministrativa e di riassetto della pubblica amministrazione. Misure che possono attuarsi praticamente "a costo zero" e sono in grado di assicurare un rilevante risparmio alle imprese e allo Stato. Lo stesso accorpamento nel Ministero dello Sviluppo economico di tre dicasteri consentirà semplificazioni procedurali e un significativo contenimento dei costi. *** Energia Presidente Marcegaglia, l'obiettivo della crescita non può essere conseguito senza affrontare con estrema risolu |