“La proposta italiana per il Fondo per l’efficienza energetica “Clean Technology Fund” vuole essere un contributo concreto per affrontare con successo la sfida degli investimenti in nuove infrastrutture energetiche e, soprattutto, per indirizzare lo sviluppo mondiale verso un modello di sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente che circonda”
Riunione Ministeriale G8 Energia Fondo per l'efficienza energetica "Clean Technology Fund" (Aomori, 8 giugno 2008) Intervento del Ministro dello Sviluppo economico On. Claudio Scajola Caro Presidente, cari colleghi, La sicurezza energetica e il cambiamento climatico pongono il mondo di fronte ad una sfida senza precedenti. Nel negoziato avviato a Bali uno dei temi centrali è come coinvolgere le economie emergenti ed i Paesi in via di sviluppo nella lotta contro il cambiamento climatico. Occorrono ingenti investimenti per far fronte all'aumento della domanda di energia mondiale, in particolare nelle economie emergenti e nei Paesi in via di sviluppo, ed occorre allo stesso tempo promuovere le migliori tecnologie per rendere più pulita la produzione di energia. La Commissione Europea valuta in 150-200 miliardi di dollari l'investimento annuo necessario per una efficace riduzione delle emissioni a livello globale e l'80% di tali investimenti sarà a carico del settore privato. Nel rapporto presentato alla vigilia di questa riunione, l'Agenzia Internazionale dell'Energia stima la necessità di risorse per la ricerca fino a 100 miliardi di dollari annui per i prossimi quindici anni. Una sfida di queste dimensioni puó essere affrontata con successo solo con l'impegno di tutti. Vorrei pertanto richiamare l'esigenza che la proposta avanzata da Usa, Regno Unito e Giappone di costituire un Fondo per le Tecnologie Pulite (Clean Technology Fund) possa essere aperta anche al settore privato, che sarà ampiamente coinvolto nella lotta contro il cambiamento climatico. Il nuovo fondo non dovrà limitarsi ad essere un collettore di fondi pubblici, anche perché essi non potrebbero mai essere adeguati alla dimensione del problema, ma piuttosto dovrà essere un meccanismo innovativo in grado di catalizzare investimenti privati, allocare efficacemente le risorse e favorire lo sviluppo e il trasferimento delle tecnologie più avanzate nelle aree del pianeta dove sono più necessarie. E' in questo spirito che l'Italia propone alla vostra riflessione un Fondo per l'efficienza energetica "Clean Technology Fund" aperto ai privati. Si tratta di una struttura che partendo da concreti programmi di investimento – decisi insieme al paese ricevente in base alle sue caratteristiche e priorità – mira a coinvolgere in primo luogo il settore privato. Nell'ambito del nuovo fondo, le risorse pubbliche – certamente importanti – dovranno essere solo complementari a iniziative private che dovranno essere in grado di "stare in piedi" da sole, proprio perché vogliamo essere sicuri che i capitali – pubblici e privati - confluiscano in maniera efficiente verso progetti che hanno un'altissima probabilità di successo. Abbiamo già esempi in questo senso. La proposta italiana per il Fondo per l'efficienza energetica "Clean Technology Fund" vuole essere quindi un contributo concreto per affrontare con successo la sfida degli investimenti in nuove infrastrutture energetiche e, soprattutto, per indirizzare lo sviluppo mondiale verso un modello di sviluppo sostenibile e compatibile con l'ambiente che circonda. Pertanto, mi auguro vivamente che tale proposta possa essere sostenuta con convinzione da tutti voi.
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