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Incontro sui collegamenti stradali tra basso Piemonte e Liguria

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"Oggi non sono più in contrasto la 28 con l'autostrada; l'autostrada deve essere compatibile al territorio grazie ad uno studio che possa valutare i benefici al territorio dell'Alta Val Bormida e dell'Alta Val Tanaro, con preoccupazioni analoghe, sul versante ligure, in provincia di Savona".

"Cerco di essere concreto come sono abituato a fare. Inizio dai ringraziamenti obiettivamente sentiti nei confronti del Presidente della Provincia di Cuneo, il mio amico, il nostro amico Raffaele Costa il quale è noto per essere persona molto aperta, che non ha mai ragionato con gli ‘steccati' troppo rigidi, talvolta, della politica, che è molto concreto e con cui quindi mi trovo in particolare sintonia.

E' una buona occasione, in un territorio piccolo come Garessio, per cercare di non farci male da soli e cioè per cercare, tutti insieme, di fare l'analisi serena e obiettiva dei problemi e per vedere se, con questa analisi, si trovano soluzioni che portino ad un interesse complessivo delle nostre comunità. E allora iniziamo dall'individuazione dei problemi.

Questo Basso Piemonte ha avuto, storicamente, una percentuale di rete autostradale tra le più  basse d'Italia e d'Europa, pur essendo una delle Regioni che contribuisce in maniera cospicua al Pil nazionale e al Pil europeo. Cuneo, in modo particolare, ha risentito storicamente di questo isolamento e ha avuto da questo isolamento dei danni sul piano del proprio sviluppo economico: solo adesso si appresta, dopo ritardi decennali, ad avere un collegamento autostradale, la Asti-Cuneo, che diamo quindi per realizzata anche se sappiamo che queste opere, prima di essere utilizzate dal cittadino, necessitano di tempi lunghi.

Dalla parte verso il mare, la Liguria ha avuto un'autostrada contestata dai cittadini  liguri, che avevano paura che la nuova arteria portasse i turisti nelle località più evolute, in Costa Azzurra, invece di fermarsi in provincia di Cuneo, in provincia di Savona, preferendo così la Francia "che è più bella, dove si sta bene e siamo accolti meglio". Su questa grande disputa si è inserita ‘la Roma di Bossi' dicendo: "Benissimo: non la volete, non la fate, noi non ve la finanzieremo mai", e non tutti forse sanno che l'Autostrada dei Fiori, da Savona a Imperia, è stata una delle poche che si sono fatti, con i propri soldi, i liguri e non solo, anche i lombardi e i piemontesi, perché altrimenti Roma non ci avrebbe pensato. Adesso voi sapete benissimo che quella Autostrada non solo ha permesso di aumentare considerevolmente il turismo e l'economia del Ponente della Liguria ma ha anche svegliato le intelligenze delle nostre comunità affinché si adeguassero agli standard turistici della Costa Azzurra, per essere più competitive. Noi sappiamo anche che quell'autostrada non potremo mai più raddoppiarla. Sono d'accordo con chi ha espresso delle perplessità ambientaliste, sono perfettamente d'accordo sul fatto che il progresso passi sicuramente attraverso le comunicazione ma non attraverso lo scempio del territorio. E purtroppo troppo spesso negli anni della ricostruzione, con tutte le attenuanti che possiamo concedere alle urgenze del caso, hanno finito col deturpare il territorio, vista la fretta (e talvolta non solo questa ma qualcosa di più deteriore), a costruire opere pubbliche che, pur servendo alla comunità, hanno prodotto un danno ecologico. Oggi, grazie anche a quella venatura di particolare attenzione all'ambiente, le comunicazioni non devono più essere viste come qualcosa di mostruoso che si inserisce nella natura. Chi ha osservato recentemente lo svincolo, la bretella autostradale tra Albenga  e Alassio, avrà notato come si puó inserire un'opera pubblica di fondamentale importanza nell'ambiente. Oggi c'è, e lo sapete, una  percentuale molto alta nei bilanci Anas finalizzata all'inserimento ambientale delle strutture. Sappiamo quindi che quella struttura autostradale è vicina alla saturazione, sappiamo benissimo come non si riesca ad arrivare nelle città di villeggiatura, ormai, non solo in agosto, e sappiamo che, non potendo essere raddoppiata quella autostrada, noi dobbiamo creare un sistema 'a pettine' che faccia effettivamente del sistema autostradale e stradale un sistema arterioso equilibrato: non possiamo avere in una gamba cinque arterie e nell'altra una sola: camminiamo male. Questo sistema che deve essere armonizzato, che prevede a breve, a medio termine, la fruibilità dell'Asti-Cuneo, metterà sicuramente in ulteriore crisi quello preesistente: abbiamo bisogno che questo territorio sia collegato con una rotabile che manca.

Poi c'è un'altra considerazione da fare. A chi dice: "non crediamo che un sistema autostradale potrà darci grandi vantaggi" io rispondo: non è che questo territorio dell'Alta Val Tanaro gode di un'economia florida e di un periodo di cosiddette ‘vacche grasse'. Questa è un'economia che è in sofferenza, per tanti motivi, e ce ne accorgiamo, ognuno di noi.  Noi della costa imperiese siamo sempre stati abituati a venire da voi. Ancora oggi si dice "vado  a fare compere in Piemonte". Da ragazzi andavamo sovente a divertirci alle terme di Garessio e c'erano tanti giovani, anche francesi: c'è stato un periodo, per questa realtà, turisticamente importante. Quindi c'è sempre stato questo legame; noi ponentini, quando parliamo del Piemonte, ne parliamo come di qualcosa che ci è più vicina di Genova e so che per voi è la stessa, identica cosa, così come non a caso un grande uomo che questa terra ha avuto, Sarti, diceva, quando ancora si vagheggiava sull' Europa parlandone a proposito e a sproposito : "Perché non facciamo un primo embrione di esperimento e non mettiamo insieme Cuneo, Imperia, Savona e Nizza?". C'è questa storia comune, che abbiamo. Più leggiamo cose e più capiamo che siamo molto vicini, peró siamo rimasti per molti anni ‘all'età della pietra', non abbiamo migliorato le comunicazioni dei romani  e poi quelle del periodo iniziale dell'Unità d'Italia, ora dobbiamo guardare al futuro con più coraggio e con più forza.

E allora io dico  che tutte le comunità dove si è fatta della viabilità hanno subito delle contestazioni, ma in seguito ne hanno avuto un beneficio. Certo bisogna costruire insieme, ragionando; va stimolata l'iniziativa delle popolazioni, ma noi abbiamo bisogno di collegarci in maniera più forte. E allora, altro argomento, facciamo la Statale 28 o facciamo la Garessio-Ceva, Garessio-Albenga? Io appartengo alla categoria di quelli che dicono: "Cerchiamo di fare più cose che si puó, se riusciamo a farle". Ricordo che in un convegno organizzato dall'allora sindaco di Ormea, nel '96, tutti insieme con grande maggioranza, e io tra questi, abbiamo detto: "Concentriamoci sulla 28, non distraiamoci adesso sulla Ceva-Garessio-Albenga". Perché? Perché eravamo 'all'anno 0', bisognava non correre il rischio che il sistema statuale, di fronte a due o tre scelte, alla fine indirizzasse i fondi da un'altra parte. Ma oggi, la 28, dobbiamo darla per ultimata. Sia sul fronte piemontese che sul fronte ligure. Nei piani Anas ci sono continui lotti che vanno all'appalto. Prima Gabriele Saldo citava i tre lotti della Provincia di Imperia. Quello che adesso manca sulla Statale 28 è il traforo dell'Armo-Cantarana ma questo c'è, l'abbiamo inserito nel 2001, i 400 miliardi di vecchie lire per il traforo ci sono, io credo che quest'opera, sempre con la vigilanza dei senatori e dei deputati che sono oggi, qui, ben rappresentati e con la vigilanza delle comunità locali, la possiamo considerare definitivamente avviata alla realizzazione. E quindi è maturo il tempo di parlare di questo collegamento tra la A6 e la A10. Pertanto non ho cambiato idea da quando, raccogliendo le istanze di Nan e di altri, mi sono dato da fare, con grande celerità. Scusate, qui non abbiamo neanche un progetto, neppure un'idea di progetto, salvo una riga e abbiamo, forse questo non lo sapete, ho qui il documento originale, nel Dpef che ha approvato il consiglio dei ministri il 29 luglio, l'ultimo consiglio dei ministri che abbiamo fatto, tre nuovi inserimenti nel piano degli interventi proposti. Solo tre sono in più rispetto alle conferme del piano precedente. Nei tre inserimenti si legge, al punto 25, ‘Nuovo tratto autostradale Albenga Garessio Ceva - Millesimo' e dalla parte di là c'è scritto ‘Nuova proposta', quindi sono solo queste tre, ed è un inserimento di 500 miliardi di vecchie lire. Voi che fate in gran parte gli amministratori pubblici sapete che la cosa più difficile è inserire poi le nuove strutture nel capitoli di bilancio. Questa è la proposta del Governo, e non è cosa da poco che la si proponga così e mi auguro anche che si riesca, con l'approvazione e con l'impegno di tutti i parlamentari, a farla diventare definitiva. Non puó uscire di qua un ‘uccellino' che vada a Roma e dica: ‘non sono d'accordo'. Guardate che sono tutti pronti e ben contenti , se sentono qualcuno contrario, a metterci su una riga e mandare i soldi da un'altra parte.

Allora, come possiamo conciliare tutto questo?   L'ha spiegato bene, ancora una volta, Raffaele Costa. Createvi un gruppo di lavoro ristretto per vedere cosa si puó riuscire a fare per concordare l'utilizzo di questa città, che è un altro capitolo da quello Anas sulla 28, che marcia su un altro binario. Per il binario ‘Nuova proposta autostrade' si deve fare qualcosa di diverso: riuscire a far comprendere, mi auguro, a ‘Società Autostrada dei Fiori' a ‘Autostrade ‘ che è la proprietaria della Torino-Savona, che non si puó ragionare con la logica del 1998.  Vi rinfresco le idee. Nel '98, quando si presentó una sorta di prima ipotesi di fattibilità, questa dava come costo di questa autostrada grosso modo duemila miliardi di lire e diceva: ‘per essere fattibile questo intervento, lo Stato ci deve mettere l'80 per cento perché il 20 per cento ce lo mette il privato che la realizza'. E' cambiata la logica perché oggi, con questo Governo, abbiamo cambiato le cose con la Legge Obiettivo. Oggi dobbiamo cercare di far sì, in sostanza , che i 500 miliardi di vecchie lire, se riusciamo con l'impegno vostro, con quello de parlamentari, a farli approvare dal Parlamento insieme alla Finanziaria, siano sufficienti, come impegno dello Stato, a cui vanno aggiunti i tre quarti che mancano da parte del privato che deve fare l'investimento. Se questo è possibile in tutti i progetti grossi che stanno partendo oggi in Italia, credo sia possibile qua, altrimenti vorrà dire che cercheremo qualche altro soggetto interessato a questa operazione economica.

E allora, per avviarmi alla conclusione, io credo si possa dire oggi che non sono più in contrasto la 28 con l'autostrada; l'autostrada deve essere compatibile al territorio grazie ad uno studio che possa valutare i benefici al territorio dell'Alta Val Bormida e dell'Alta Val Tanaro, con preoccupazioni analoghe, sul versante ligure, in provincia di Savona. Questo credo possa avvenire grazie al forte impegno della commissione di lavoro di cui parlava Costa. Ma poi bisogna uscire da questa linea appena tracciata e arrivare ad un discorso più approfondito che puó portare anche a dire che non è che debba essere, casomai non bastassero le risorse, tutta un'autostrada di bretella ma potrebbe esserne una parte attraverso i tunnel o quant'altro. Ovvero occorre trovare forme moderne e fantasiose per far sì che, mentre va avanti la 28, non si perdano questi soldi (che se li perdiamo non tornano più), riuscendo a rendere integrante questa economia di sistema tra il Ponente e il Cuneese:  se resta separata sicuramente non ci  sarà sviluppo.

 Queste sono le poche cose che volevo dirvi cercando di darvi qualche notizia e per meglio fare chiarezza su quali sono le possibilità di intervento che vogliamo svolgere. Abbiamo in questi giorni la Conferenza Stato-Regioni che deve dare entro i primi giorni di settembre il suo parere sugli interventi proposti. Se i parlamentare saranno vigili, ed io con loro, sul Dpef, credo che potremo fare una buona cosa. Dobbiamo subito ipotizzare una proposta effettiva di fattibilità  perché se ci affrettiamo su questa, credo che potremo farla diventare presto una realtà insieme alla 28. Grazie".