“Il nostro obiettivo è sostenere la crescita locale, salvaguardare i livelli occupazionali, tutelare le fasce sociali più esposte alla crisi. In questa prospettiva, abbiamo istituito tre zone franche urbane a Cagliari, Quartu Sant’Elena e Iglesias. Con questa iniziativa, già prima dell’estate le piccole imprese di queste aree potranno beneficiare di una fiscalità agevolata e del fondo nazionale di 50 milioni di euro”.
INCONTRO CON CONFINDUSTRIA SARDEGNA (Cagliari, 27 gennaio 2009) INTERVENTO DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ON. CLAUDIO SCAJOLA Presidente Putzu, amici imprenditori, sono molto lieto di incontrare, sia pure in un momento così difficile per l'economia, una qualificata rappresentanza di imprese della Sardegna, terra così ricca di bellezze naturali, storiche e culturali, ma anche di contraddizioni e disagi economici e sociali. Alle tradizionali difficoltà si è ora aggiunta la crisi internazionale, che dai mercati finanziari si sta progressivamente estendendo all'economia reale, mettendo a dura prova le Vostre imprese, penalizzate non solo dal calo della domanda e da una maggiore difficoltà di accesso al credito, ma anche dall'annosa carenza di infrastrutture di questa regione. Il Governo Berlusconi sta affrontando con serietà e senso di responsabilità gli aspetti problematici relativi allo sviluppo sardo e ha già adottato iniziative concrete ed efficaci per sostenere e rilanciare l'economia della regione, con l'obiettivo di colmare il gap di competitività che attualmente penalizza le aziende della Sardegna. La strategia messa a punto dal Governo, sia a livello nazionale che locale, si basa su un uso integrato delle diverse leve economiche e finanziarie disponibili e interessa tutti i settori produttivi in difficoltà. Siamo intervenuti, innanzitutto, per ristabilire un clima di fiducia nel settore creditizio e, con il decreto-legge di ottobre abbiamo attuato una serie di misure volte ad assicurare la tenuta del sistema bancario. Parallelamente, abbiamo adottato interventi diretti ad agevolare l'accesso al credito per le imprese, soprattutto per quelle di medie e piccole dimensioni. A questo scopo, abbiamo già rifinanziato con 450 milioni il Fondo Nazionale di Garanzia, che permette alle piccole e medie imprese di avere un accesso al credito più agile e meno oneroso, anche attraverso il rafforzamento del sistema dei confidi. Stiamo attivando, inoltre, il nuovo Fondo per la Finanza d'impresa, che già a partire dai prossimi mesi consentirà di sostenere la capitalizzazione delle aziende attraverso la partecipazione al capitale di rischio di nuovi investitori privati ed istituzionali. In sinergia con le misure di carattere nazionale, il Governo è intervenuto localmente con misure dirette a sviluppare i comparti produttivi di rilevanza strategica per il territorio. Nella chimica, che riveste per l'economia della Sardegna e dell'intero Paese un ruolo di primaria importanza, siamo intervenuti per scongiurare un drastico ridimensionamento della presenza di questo settore nella regione. Un primo intervento ha riguardato il petrolchimico di Porto Torres, per il quale abbiamo ottenuto dall'ENI il riavvio di tutti gli impianti (salvo la sospensione temporanea della filiera cumene-fenolo) e la predisposizione di un piano di rilancio che sarà esaminato, entro i primi giorni di febbraio, dal Tavolo della chimica istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. Stiamo seguendo con attenzione anche le delicate vicende di Assemini e Ottana. Grazie al decisivo ruolo svolto dal Governo, puó dirsi oramai avviata ad una positiva soluzione la delicata crisi apertasi a seguito dell'annuncio della multinazionale INEOS di voler abbandonare l'Italia. Siamo riusciti, con l'intervento di un investitore privato, a salvaguardare gli impianti di Porto Torres e Assemini, che rappresentano asset strategici per l'industria dell'intero Paese ed un prezioso serbatoio di posti di lavoro per la regione. Un'ulteriore significativa tappa nel processo di sostegno al settore della chimica è rappresentato dall'Accordo di Programma CREA, che sarà firmato questa mattina in prefettura e che consentirà di mettere a disposizione del settore risorse pubbliche pari a circa 12 milioni di euro, di cui 6 sostenuti dallo Stato e 6 dalla regione Sardegna. *** Ma la chimica non è l'unico settore dell'economia sarda per il quale si è reso necessario l'intervento del Governo. Ne sono una dimostrazione, nel comparto tessile, la procedura di amministrazione straordinaria avviata lo scorso novembre per il Gruppo Legler – che in Sardegna ha circa 1.000 dipendenti – e le difficoltà che, nell'attuale contesto economico, sta incontrando il settore siderurgico-minerario. In questo comparto, che riveste per la regione un'importanza economico-sociale di assoluto rilievo, abbiamo adottato una pluralità di iniziative. Stiamo completando la procedura europea per il Carbosulcis, che sbloccherà 25 milioni di euro di risorse in favore dell'indotto minerario e sarà presto completato il pagamento di 27 milioni di euro di finanziamenti in favore dell'Eurallumina di Portoscuso, l'unico impianto in Italia per l'estrazione di alluminio dalla bauxite. Parallelamente agli interventi di carattere finanziario, il Governo sta adottando anche misure in grado di promuovere l'utilizzo di soluzioni tecnologicamente innovative, che possano aiutare il settore minerario sardo ad affrontare con successo le sfide della concorrenza mondiale. In questa prospettiva, nel disegno di legge "sviluppo" – già approvato dalla Camera ed ora all'esame del Senato – abbiamo previsto la possibilità di utilizzare i siti minerari per il confinamento di CO2 ed abbiamo creato le condizioni per rendere economicamente conveniente ed ambientalmente sostenibile la gestione integrata della centrale elettrica e della miniera di carbone del Sulcis. È, infine, in fase di prossima definizione il contratto di programma di Porto Vesme per il polo dello zinco e dei minerali non ferrosi, grazie al quale abbiamo assicurato investimenti per 160 milioni di euro, di cui 40 pubblici. Si tratta di iniziative importanti, che contribuiranno a promuovere lo sviluppo di una delle aree più svantaggiate della regione. *** Cari amici imprenditori, le carenze delle infrastrutture energetiche di integrazione con la rete nazionale costituiscono un serio limite allo sviluppo economico della regione. Il costo dell'energia rappresenta per molte imprese sarde – piccole, medie e grandi – un onere in grado di pregiudicarne la competitività sui mercati. Per risolvere questa situazione, la strategia energetica del Governo interviene su diversi fronti. Nel breve periodo, l'introduzione del sistema VPP consentirà alle imprese energivore sarde di poter contare su prezzi competitivi dell'energia, malgrado la cessazione del regime tariffario agevolato imposta in sede comunitaria. Il riassetto delle regole di funzionamento del mercato elettrico, previsto nel decreto legge "anticrisi", contribuirà inoltre a riallineare il prezzo dell'elettricità alla media dei principali Paesi europei. Nella prospettiva di medio periodo, la decisa accelerazione impressa dal Governo Berlusconi alla realizzazione delle infrastrutture energetiche (nuove centrali, gasdotti, elettrodi, rigassificatori), permetterà di riequilibrare progressivamente il mix energetico nazionale – attualmente troppo sbilanciato sulle fonti fossili – e di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, oggi esposta ai rischi delle periodiche "guerre del gas". In questa regione, in particolare, ci siamo impegnati per la sollecita realizzazione dell'elettrodo Sapei, che con la sua capacità di trasporto di energia pari a 500 MW diverrà pienamente operativo entro il 2010. Il Governo ritiene, inoltre, di fondamentale importanza anche il sollecito completamento del gasdotto GALSI, che – connettendo l'Algeria, la Sardegna e il continente – consentirà la metanizzazione della regione e accrescer |