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”L’economia nazionale sta vivendo una fase di transizione verso nuovi assetti produttivi, imposti dall’evoluzione dei mercati e dalla concorrenza internazionale.Queste tendenze hanno inciso particolarmente sul sistema industriale dell’Umbria.” Lo ha dichiarato ieri sera il Ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola, intervenendo ai lavori dell’assemblea Assindustria di Perugia.” Sono convinto – ha aggiunto il Ministro - che le imprese del manifatturiero abbiano le risorse e le capacità di rinnovamento per poter superare questa complessa fase di transizione.”
Grazie, Presidente Colaiacovo.
Amici di Assindustria,
Colleghi Parlamentari,
Presidente Lorenzetti,
Autorità,
Signore e Signori,
a poco più di un mese dall'Assemblea di Confindustria, porto volentieri il mio cordiale e breve saluto agli industriali dell'Umbria.
Ho ascoltato con interesse la puntuale analisi del Presidente sulle difficoltà del sistema produttivo, tanto nazionale, quanto regionale, così come l'intervento della Presidente Lorenzetti.
Anche l'economia dell'Umbria risente dello sfavorevole momento dell'economia europea e di quella nazionale, ma non bisogna vedere tutto nero. Nel nostro Paese l'occupazione tiene ed avanza, l'inflazione è contenuta, i tassi d'interesse sono ai minimi storici.
Nel caso dell'Umbria, l'economia ha conosciuto, lo scorso anno, una fase di ripresa.
Questo andamento non deve indurre a trascurare che sono in atto tendenze di fondo al ridimensionamento del settore industriale e alla crescita del terziario. L'economia nazionale sta vivendo una fase di transizione verso nuovi assetti produttivi, imposti dall'evoluzione dei mercati e dalla concorrenza internazionale.
Queste tendenze hanno inciso particolarmente sul sistema industriale dell'Umbria, specializzato nel tessile-abbigliamento, metalmeccanico e siderurgico, settori questi maggiormente esposti alla nuova concorrenza delle economie emergenti.
Non si deve scorgere, tuttavia, in queste tendenze l'immagine di una industria come una "specie in via di estinzione", tanto meno come una "specie protetta".
Sono convinto che le imprese del manifatturiero abbiano le risorse e le capacità di rinnovamento per poter superare questa complessa difficile fase di transizione. Sappiate che le vostre imprese possono contare sul sostegno del Governo per i loro progetti di investimento e di innovazione per recuperare competitività e quote di mercato.
Il Governo Berlusconi è impegnato, fin dall'inizio, in questo senso.
Con la Tremonti bis; con la Legge Obiettivo per le grandi opere; con la Riforma del mercato del lavoro ; con l'introduzione dell'IRES al 33% ; con le agevolazioni per l'innovazione; con l'avvio della riforma degli incentivi;
e poi come la riforma delle pensioni; la riforma della scuola, collegata al mondo del lavoro e dell'impresa.
Altre misure sono in preparazione per il rilancio dell'industria nel nostro Paese. Allo scopo ho ritenuto opportuno e urgente insediare la Commissione per il piano triennale delle politiche industriali con il compito di prefigurare, in tempi brevi - entro l'autunno - le linee guida per il prossimo triennio. Un programma triennale che sarà raccordato con il DPEF per il periodo 2006-2009 e con la prossima Legge Finanziaria.
Un impegno che, come si vede, va al di là dei tempi di questa legislatura.
Un impegno che sovrasta gli interessi di parte, che deve sovrastare gli interessi di parte, per rispondere all'interesse nazionale per il recupero dell'industria nel nostro Paese..
Parte integrante di questo programma di politica industriale è una rinnovata strategia, di cui abbiamo assoluto bisogno, nel campo dell'energia.
L'energia è un fattore determinante per la competitività e lo sviluppo del Paese.
È obiettivo del Governo assicurare al Paese un approvvigionamento energetico sicuro ed a prezzi contenuti.
L'energia deve essere disponibile in condizioni di sicurezza, di affidabilità, di economicità per tutto il Paese. È questo un fattore strategico se vogliamo ancora competere con gli altri Paesi.
Anche la vostra Regione Umbria deve concorrere al raggiungimento di questo obiettivo, riducendo la sua dipendenza esterna nella produzione di energia elettrica. Deve fare la sua parte anche la Regione Umbria.
L'urgenza di avanzare verso gli obiettivi che ci siamo posti è anche sottolineata dall'attualità tragica degli eventi di Londra. Essi non solo suscitano sentimenti di indignazione e di orrore, che vanno ripetuti sempre comunque e dovunque, ma hanno gravi e preoccupanti conseguenze economiche. Accentuano le tensioni sui prezzi petroliferi, già ai massimi storici.
L'energia è solo una delle principali direttrici di politica industriale di questo Governo.
Le altre sono gli interventi per il sostegno della competitività e il rilancio dello sviluppo, che il mio Ministero è fortemente impegnato ad attuare.
Molti degli argomenti approfonditi dal vostro Presidente nella sua relazione potranno essere affrontati e risolti con questi provvedimenti.
Mi riferisco in particolare:
- al sostegno alle imprese esportatrici regionali; - alla promozione degli investimenti in innovazione e ricerca; - alla semplificazione amministrativa per alleviare il peso della burocrazia.
Con questi strumenti verremo incontro alle esigenze delle imprese, non solo umbre, per un riposizionamento competitivo nella nuova realtà dei mercati globali.
È un cammino che sappiamo tutti essere arduo, in cui le imprese potranno contare ancora sul nostro sostegno.
In particolare, registro una notevole coerenza tra le misure che saranno introdotte dal Governo nel DPEF 2006-2009 ed i fabbisogni dell'economia umbra per dare impulso al suo sviluppo.
In concreto, si darà sostegno alla nascita di imprese ad alta tecnologia, intervenendo sul versante finanziario, con agevolazioni per l'accesso delle nuove imprese al capitale di credito e di rischio.
Per lo stesso fine saranno potenziati gli strumenti di garanzia sui finanziamenti alle piccole e medie imprese.
Saranno sostenuti, inoltre, i processi di decentramento produttivo, con particolare attenzione alla costituzione di reti di imprese di cui abbiamo bisogno.
In materia di turismo, con l'attività d'indirizzo e di coordinamento del Comitato Nazionale per il Turismo, il cui decreto istitutivo è stato firmato in questi giorni dal Presidente Berlusconi e che convocheró quanto prima, si apporterà coerenza alle diverse iniziative sul territorio.
Finalmente, dopo due decenni, riusciremo a fare promozione turistica, non più promozione singola, di ogni regione, senza nessuna promozione del sistema paese, con l'indirizzo del Comitato Nazionale per il Turismo, che mette insieme Governo centrale e Regioni per una politica di promozione turistica del nostro Paese. La nuova Agenzia per il Turismo, nata dalla trasformazione dell'ENIT, approvata dal Parlamento pochi giorni fa, su un decreto legge da me presentato, provvederà finalmente alla promozione agile, snella del turismo italiano sui mercati esteri.
Con questi due strumenti sarà possibile conseguire l'obiettivo della stabilizzazione dei flussi turistici nell'intero arco delle stagioni. Avviandomi alla conclusione, un cenno alle difficoltà che l'Umbria registra nel settore delle infrastrutture per la mobilità: in particolare a quelle opere già avviate e in attesa di completamento.
Il Governo, sin dall'inizio del suo mandato, ha varato un grande programma di opere infrastrutturali e per la loro realizzazione ha operato con impegno entro i limiti imposti dalle risorse disponibili, invertendo una storia degli ultimi vent'anni e ponendo gli investimenti in infrastrutture tra le priorità nel bilancio dello stato .
Intendiamo perseverare in questa azione con il supporto pieno delle Autonomie sul territorio.
Amici di Assindustria,
l'insieme di interventi che ho brevemente accennato richiede un'azione ampia, organica ed articolata. Il suo successo poggia sull'agire comune: del Governo, delle forze politiche, del Parlamento,, delle autonomie locali, delle forze sociali e produttive. Il successo dipende, quindi, da ciascuno di noi, facendo ognuno la propria parte.
Una classe dirigente lungimirante deve saper fare sistema nei momenti di difficoltà come quelli che attraversiamo in questo momento, per raggiungere nuovi traguardi di benessere per la Nazione.La storia, la forza, la capacità dei nostri imprenditori, unita all'intelligenza e lungimiranza di una buona classe dirigente, facendo Sistema, ci faranno progredire insieme, per raggiungere traguardi significativi. Grazie e buon lavoro.
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